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FRANCESCO IMPELLIZZERI
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di Luca Panaro
Occupandomi di fotografia, vorrei iniziare questa intervista
saziando subito la mia curiosità a proposito dell'utilizzo che fai di
questo mezzo.
Che importanza ricopre nel tuo lavoro?
Fermare immagini pittoriche e plastiche è stata un'esigenza che mi si
è presentata già all'inizio degli anni ottanta, quando coinvolgevo amici
per farmi ritrarre nei panni di figure femminili "fin de siecle" o efebi
alla Wilhelm von Gloeden. Quando mostrai in accademia questo materiale
mi fu criticato come un riferimento tardo alla body art che si era da
un decennio conclusa. Sono trascorsi ancora dieci anni prima che mi
riappropriassi della fotografia: come esigenza tecnica, visto che dovevo
"immortalare" le performance oltre che con il video, e per raccontare
in "frame" i personaggi che avevo inventato.
Pensi che la fotografia possa rendere immortali?
Mi piacerebbe essere immorale per uscire da questo guscio di bravo ragazzo
che da sempre mi intrappola.
Perché uscire dal proprio baccello, a quale scopo?
A dire il vero il baccello faceva da scenografia alla mia performance
"Larvamento amoroso di Rokkodrillo" realizzata nel 1996 a Poliganano
a mare in omaggio a Pino Pascali, e che è inserita anche nella monografia
appena pubblicata sull'artista pugliese.
Smessi i panni del bravo ragazzo quali indossi?
...andiamo troppo sull'intimo! A parte gli scherzi gli altri panni sono
quelli dei miei personaggi ma solo per rappresentare le mie performance.
Le immagini che ottieni sono spesso critiche verso la società.
Che opinione ti sei fatto dei costumi e dei tabù italici?
Uno dei motivi per cui mi sono calato nei panni di stereotipi è
stato proprio il desiderio di evidenziare caratteristiche paradossali
di questa società. Con il video "Videoclippami" del 2001 sottolineo
vari aspetti e malesseri del nostro quotidiano e, in 4 minuti, mi presento
in ben 16 personaggi. Vari tabù vengono affrontati in modo secco ed
inequivocabile. Sesso e religione, diversità razziale e machismo fino
ad una ipotetica gravidanza maschile.
Cosa ne pensi dei reality show?
Sarebbe potuta essere una bella idea, se farcita di valenze culturali
atte a farci progredire e stimolare intellettualmente. Il business ha
distrutto l'idea iniziale facendole durare troppo, per motivi commerciali,
dandoci così in pasto solo aria fritta. Ma non essendo un opinionista
preferisco raccontare tutto questo attraverso il mio lavoro.
Come accade ai protagonisti dei reality televisivi, anche tu t'immedesimi
in un personaggio, costruito in ogni minimo dettaglio: nome, abbigliamento,
peculiarità…
La creazione di un personaggio non determina immedesimazione e,
di conseguenza, alcuno sdoppiamento o moltiplicazione della mia personalità.
Non ho problemi di schizzofrenia!
Ritieni che sia la televisione a condizionare la gente o viceversa?
Ormai la trappola è scattata e i prigionieri di questo mondo ipnotico
sono succubi in modo irrevversibile.
In che percentuale esce Francesco Impellizzeri e in quale percentuale
invece emerge la società in cui viviamo? …sempre che sia possibile distinguere
le due cose!
...mi dispiace, la matematica non è il mio forte!!!!!!
Che ruolo rivestono gli oggetti del superfluo che utilizzi nei tuoi
set?
Rappresentano tutte le inutilità della vita e tutto quello da non
comprare mai!
Sopra un tuo bellissimo catalogo a forma di nuvola vedo una foto
che ti ritrare durante una trasmissione televisiva… che ci facevi a
Rai Uno?
Si trattava di "Fantastico Bis" fascia pomeridiana e giornaliera (presentato
dalla Brigliadori e Fazio) e di un programma musicale del sabato sera
condotto da Raffaella Carrà. Con l'autore del testi Antonello Dose (oggi
conduttore radiofonico del programma "Il ruggito del coniglio" su RAI
Radio 2) ho creato un finto concorso pittorico, presentandomi con una
tela ironicamente dedicata alla Carrà. Il bello è che alla nostra trovata,
provocatoria e ludica, hanno risposto i telespettaori ignari con altre
opere dedicate alla trasmissione!!!!!
Cosa dovrebbe fare la TV per gli artisti?
Dovrebbe mettere a posto il sacchettino che contiene tutte le lettere
dell'alfabeto visto che ha confuso coltura con cultura.
Ora parliamo dei tuoi "Pensierini"…
Con i "Pensierini" mi calo nei panni di un bambino, parlo in modo acuto
e pungente di fatti di cronaca e costume, episodi di vita privata che
sono accaduti nell'arco di un anno, trasformando la mia calligrafia
con una più "elementare" e commento il testo con disegni non proprio
infantili. Partendo dai primi disegni di scuola (che adornavano le pareti
della mia classe) ho realizzato nuove pagine di quaderno che contengono
segni e disegni dentro cornici colorate, da me realizzate, che ricordano
i banchi di scuola. Con ironia e gioco, critica e politica racconto
il quotidiano ma attraverso uno sguardo trasversale che influisce anche
sulle dimensioni dei fogli che, da un formato normale diventano sempre
più giganti. I fogli che uso sono infatti completamente ridisegnati
a matita, e arrivano a misurare anche cm 250x150. I progetti invece
li realizzo su fogli di quaderno A4.
Come nasce il sodalizio artistico con Carla Accardi?
Ho conosciuto Carla nel 1982 e dopo 5 anni è iniziata una collaborazione
durata fino al 1989. Oggi si avvale del mio aiuto solo sporadicamente.
E' stato bello progettare grandi mostre, e rapportarsi con questo intrigato
mondo dell'arte contemporanea. Ma non confondiamo l'assistente con quello
che dipinge i quadri di un maestro. Il mio ruolo era progettuale e organizzativo.
E' stato difficile realizzare lavori a quattro mani?
...come quando due artisti dialogano trovandosi d'accordo anche con
"espressioni" differenti.
Fatti una domanda a cui vorresti dare una risposta!
...è così tardi che non mi ero reso conto di stare su RAI 1, o tu non
sei Luca Panaro?
2006
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Francesco Impellizzeri è nato nel 1958 a Erice (TP)