di
Luca Panaro
Nella tue più recenti fotografie ci mostri un incorruttibile
mondo fatto di pietra e plastica, giardini silenziosi sotto cui si cela
la sottile angoscia delle "Finzioni". Un mondo che improvvisamente
si discosta dalla realtà, assumendo una vita propria, capace
di trasmettere tutta l'afflizione dell'immobilità. Quanto c'è
di autobiografico nel tuo lavoro?
Il mio lavoro è tutto incentrato sull'autobiografia. Non
riesco a creare qualcosa che esuli dalla mia vita, dai miei stati d'animo.
Ogni immagine nasce da un momento bello o da uno brutto. Da questo punto
di vista non fa differenza. Sono dell'idea che l'arte sbocci dalle continue
corrispondenze fra il flusso delle esperienze dell'artista e la realtà
in cui egli è immerso. L'arte è materia energetica pura
e per quanto mi riguarda essa segue di pari passo la mia evoluzione
"spirituale". Le immagini della serie "finzioni"sono
nate dopo il lungo periodo dedicato a "Virginia" durante il
quale ho scelto di lavorare in una sorta di gabbia dedicando la mia
attenzione ad una sola persona che conduce gran parte della sua vita
dentro ad una stanza.Terminato questo periodo ho sentito il bisogno
di uscire allo scoperto, di ricercare fuori quell'immobile atmosfera
di ripetizione che avevo trovato all'interno della casa. Mi rendo conto
di inseguire sempre nei miei soggetti un'idea di immobilità fisica
o metafisica, cerco il momento in cui il soggetto si carica della massima
forza nell'attimo prima di compiere un'azione. Ed è come se in
quel momento ci fosse una carica di energia potentissima, come se di
lì a poco tutto potesse cambiare, stravolgersi in un attimo.
In un senso traslato questo discorso vale anche per tutti quegli elementi
che riunisco dentro al termine di "finzioni", ovvero ripetizioni
sintetiche del reale. Questi oggetti sono la proiezione della nostra
idea di un mondo incorruttibile, poichè la lotta contro la fuga
delle cose nell'evanescenza è una chiara preoccupazione umana.
Opponiamo al mondo dell'impermanenza il piccolo mondo di cose fisse,
fatte di una rigida e medusiaca bellezza. La rigida bellezza che ho
ritrovato nella processione di Biancaneve di pietra. Eppure tutto, anche
la Finzione è soggetta alle leggi del divenire, la pietra si
sgretola, il colore usurato dal tempo lentamente svanisce.
In "Cartoline dal nulla" porti avanti una ricerca sul paesaggio
dove la fotografia interviene come strumento di certificazione della
realtà. Il concetto tradizionale di cartolina sembra mutare di
segno, andando ad assumere significati diversi, oserei dire opposti.
Ti riconosci in questa interpretazione?
In questo caso ho lavorato sul concetto opposto di cartolina. Lo
scopo di una cartolina è affermare: sono stata qui in questo
luogo magnifico, eccone la prova. Mi interessava ribaltare completamente
il senso di "bellezza" dell'immagine. Sono andata alla ricerca
di paesaggi che non avessero chiare linee di appartenenza ad un luogo
specifico, paesaggi in un certo senso anonimi e quasi metafisici, proprio
perché essendo mancanti di una connotazione, possono appartenere
ad un qualsiasi luogo. Di fronte a questi paesaggi lontanani da ogni
classificazione eppure non per questo privi di suggestione ho provato
un attimo di occulta felicità, come se avessi scoperto l'animo
celato di quel luogo. Ogni "cartolina"è una tappa di
una strada che riconosco familiareÊe le immagini raccolte insieme come
un mazzo di carte rovesciato su tavolo raccontano di luoghi che sembrano
disegnare un destino.
Raccontaci la storia di "Virginia" che hai documentato nel
tuo omonimo lavoro fotografico.
Per più di un anno ho fatto visita a mia nonna Virginia portandomi
dietro la macchina fotografica. Ho cercato di raccontare quello che
da sempre i miei occhi avevano visto, la sua vita vissuta in solitudine,
racchiusa dentro ad una stanza, attorno ad una tavolo laccato di blu.
Una vita fatta di piccoli rituali, di gesti ripetuti e di vecchi oggetti
tenuti con cura sempre nello stesso posto. Il cibo, il cucito, il caffè
assieme ai santini messi vicini alle foto di mio nonno, il vecchio letto
matrimoniale diventano tracce di una piccola epica quotidiana fatta
di movimenti minimi ma imprescindibili. Ed è stato osservandola
che ho capito quanto forte possa essere il legame che segna l'appartenenza
tra una persona e la sua dimora e quanto l'una modelli l'altra fino
a diventare insieme linguaggio assoluto per la comprensione dell'esistenza
di una persona. Virginia resta sempre presente anche quando nelle foto
è completamente assente perchè ormai bastano i suoi oggetti
ad evocarla.
Modena, 1 Ottobre 2002
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Silvia Camporesi è nata nel 1973 a Forlì. Vive e lavora
a Meldola (Fo)
TITOLI DI STUDIO CONSEGUITI
Laurea in Filosofia all’Università degli studi di Bologna
ESPOSIZIONI COLLETTIVE
2004 premio speciale Hera, Forlì, Palazzo Albertini, a cura dell’unità
politiche giovanili. premio internazionale Robinson, flash art museum,
Trevi (PG), a cura di Maurizio Coccia. la stanza delle vergini suicide,
Galleria San Lorenzo, Parma, a cura di Federica Bianconi. premio Carmen
Silvestroni, Palazzo Albertini, Forlì, a cura di Rosalba Paiano, Roberto
Daolio, Paolo Colombo. Tell me why, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Guarene d’Alba (Cn), cura di Filippo Maggia la stanza delle vergini
suicide, hotel toqc, flash art fair Milano, a cura di Federica Bianconi
Acqua, suoni forme visioni, Emilia Romagna, a cura di Hera. 2003 VII
quinzaine photographique, la Maisonneuve, Nantes I Biennale di arti
nuove, Palazzina Azzurra, San Benedetto del Tronto, a cura di Luca Panaro
XII biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Parc
Ilion, Atene II festival internazionale di fotografia, Mercati Traianei
Roma, a cura di Giovanna Calvenzi Northwest passages, fondazione Pistoletto,
Biella interiors, premio itinerante Northwest passages: Villa Schneider,
Biella Metronònom, Barcellona. Mouscron (Belgio). Trikala (Grecia).
2002 Arteincontemporanea, studio Guerzoni, Modena, a cura di Luca Panaro
ed Elena Bordignon I festival internazionale di fotografia, stazione
Prenestina, Roma, a cura di Giovanna Calvenzi 2001 Iceberg 2000, Salara,
Bologna Enzimi,Campo Lanciani, Roma 1999 immagini da un workshop, galleria
Imagine, Modena
ESPOSIZIONI PERSONALI
2003 water, palazzo Albertini, Forlì un diverso stato, laboratorio dell’imperfetto,
Gambettola (FC), a cura di Giancarlo Papi. 2002 Acqua di velluto, Pinacoteca
comunale, Forlì, progetto Gemine Muse, a cura di Davide Ferri. Virginia,
Galleria Spazio&Ricerca, Torino, a cura di Mara Granzotto e Alberto
Weber 2001 Privata Dimora, Galleria Expoart, Bologna, a cura di Claudio
Marra. 1999 Umane catalogazioni, Bisolfito-Openhouse, Forlì , a cura
di Claudio Marra.
CONCORSI E PREMI
2004 premio speciale Hera, Forlì. selezione premio Carmen Silvestroni,
Forlì selezione premio Robinson, Trevi (PG) 2003 premio River, Forlì,
a cura della Provincia. selezione I biennale arti nuove, San Benedetto
del Tronto selezione XII biennale dei giovani artisti dell’Europa e
del Mediterraneo cosmos 2003, Atene premio Northwest passages per una
mostra itinerante in quattro città europee: Biella, Mouscron (Belgio),
Barcellona, Trikala (Grecia). 2002 selezione Arteincontemporanea”, Modena
2001 selezione Festival foto 2001, Savignano sul Rubicone (Rn) 2000
premio Iceberg 2000 sezione fotografia premio Guercino 1998 selezione
Modena per la fotografia”.
CATALOGHI, ARTICOLI E TESTI CRITICI
2004 Robinson, geografie naturali e dell’umano, testo di Mara Predicatori,
Trevi, 2004 Premio Carmen Silvestroni, intervista, a cura di Rosalba
Paiano, Forlì 2004 Tell me why, testo di Filippo Maggia Ai confini dell’arte,
Silvia Meneguzzo, Io donna, 22 maggio Acqua, suoni forme visioni, a
cura di Hera Un mosaico di sguardi e creatività al femminile, Ilaria
Dotta, Il giornale, 29 maggio speciale Emilia Romagna, flash art, gennaio-febbraio
2004 2003 Cosmos 2003, catalogo a cura di bjcem, Atene 7eme quinzaine
photographique, Nantes, catalogo a cura di Fine arts Torino I biennale
adriatica arti nuove, catalogo Artinuove testo di Luca Panaro, San Benedetto
del Tronto Exposicions Northwest passages, el Periodico, Barcellona,
28 marzo 2003 Silvia Camporesi, il recupero della memoria, Giancarlo
Papi, il corriere di romagna, 13 dicembre 2003 2002 Virginia, exibart,
sonia gallesio, marzo 2003 Northwest passages, scelti i vincitori, la
stampa 6 febbraio 2003 intervista l’artista, a cura di Luca Panaro,
su www.intervistalartista.com Arte in contemporanea, catalogo giovani
d’arte, testo di Luca Panaro, Modena Gemine muse, giovani artisti nei
musei italiani, catalogo a cura del gai, testo di Davide Ferri, forlì
2001 Iceberg, catalogo a cura del progetto giovani, Comune di Bologna
Enzimi “il cuore della memoria”, a cura di Zone attive, Roma Festival
foto-2001, i vincitori, a cura di Denis Curti, Agora 35 Edizioni Privata
dimora, testo critico di Claudio Marra, Bologna il mito classico ritrovato,
photo italia, novembre 2001 giovani scatti, la repubblica Bologna, 1
febbraio 2001 Iceberg 2001, zoom, marzo aprile, 2001 nuovi artisti a
Bologna, Glamour,Laura Incadorna,, febbraio 2001 1999 umane catalogazioni,
testo critico di Claudio Marra, Forlì umane catalogazioni, Photo Italia,
marzo 1999 1998 enzimi 1998, Photo, Chiara Coronelli, novembre 1998